Fedeltà

Due sculture in ferro pieno, cesellate più che da strumenti materiali, dalla forza dello spirito. I corpi rappresentati rimandano all’erosione che il tempo compie sul corpo e sull’anima. La secchezza è la metafora dello svuotamento d’energia, il venir meno della forza vitale, che giorno dopo giorno allarga l’abisso della lontananza tra l’uomo e il suo mondo, tra la conoscenza e la propria identità. Figure solitarie aggredite dagli eventi, che sembrano sopportare il senso tragico del loro destino dentro una fatale rassegnazione; figure che nella pena tendono a ridurre, comprimendosi, lo spazio che occupano con la loro solitudine; e minore è lo spazio fisico, maggiore è l’apertura sull’infinito a cui rimandano.

                                       Prof. A. Antonio Di Gregorio